Seguici su

ITL Cosenza – A.L.T. Caporalato D.U.E. – Sette operai su sette in nero nella raccolta degli agrumi

Direzione interregionale del Sud (Napoli)
ITL Cosenza
Attività di vigilanza

Gli ispettori del lavoro di Cosenza ipotizzano il reato di sfruttamento dei lavoratori extra-Ue

Pubblicazione: 18 Marzo 2025

Ultimo aggiornamento: 18 Marzo 2025

 Nell’ambito del Progetto A.L.T. Caporalato D.U.E. – Dignità, Uguaglianza ed Equità, per la lotta al caporalato e allo sfruttamento del lavoro – i militari del NIL (Nucleo carabinieri ispettorato del lavoro) e il personale ispettivo dell’ITL (Ispettorato territoriale del lavoro) di Cosenza, con il supporto dei mediatori dell’OIM, hanno concluso una delicata attività di indagine, che ha interessato un’azienda agricola della Sibaritide.

A conclusione delle operazioni di verifica, tutti i lavoratori presenti, 7 stranieri di nazionalità marocchina impiegati per la raccolta degli agrumi, sono risultati occupati “in nero”, senza regolare permesso di soggiorno, in condizioni lavorative di sfruttamento e senza l’adozione di alcuna misura di sicurezza sul lavoro.

È stato adottato, pertanto, il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale per la cui revoca, oltre alla regolarizzazione delle violazioni accertate, è stata corrisposta la somma di 5.000 euro. Sono state, altresì, comminate le maxisanzioni per l’impiego in nero dei sette lavoratori extracomunitari, per un totale di 25.740 euro

Sono state, inoltre, contestate violazioni penali in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. In particolare, sono state riscontrate omissioni in relazione agli obblighi di visite mediche di idoneità alla mansione dei lavoratori, di formazione e informazione degli stessi, di adozione del DVR (documento di valutazione dei rischi).

Per le contravvenzioni accertate oltre alla comunicazione delle notizie di reato alla Procura della Repubblica, è stata prescritta la regolarizzazione delle violazioni nonché l’irrogazione di somme a titolo sanzionatorio pari ad 11.039,71 euro.

Per il delitto di sfruttamento dei lavoratori si è, infine, proceduto al deferimento di due persone alla Procura della Repubblica in riferimento all’art. 603-bis del Codice penale (intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro).


In evidenza dalle Sedi