Seguici su

ITL Perugia: Scoperta filiera illecita di appalti di servizi

Direzione interregionale del Centro (Roma)
ITL Perugia
Attività di vigilanza

Le indagini coordinate dalla Procura di Perugia nei confronti di cooperative della logistica

Pubblicazione: 13 Marzo 2025

Ultimo aggiornamento: 13 Marzo 2025

L’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Perugia ha portato a termine un’importante operazione di polizia giudiziaria coordinata dalla Procura di Ancona.

L’accertamento ha riguardato cooperative e consorzi operanti nel settore della logistica mediante la forma giuridica “dell’appalto di servizi”, interessando di fatto fenomeni di somministrazione illecita e fraudolenta di manodopera.

Le predette imprese hanno operato su un territorio che ha interessato tre regioni: Umbria, Toscana e Marche. Le società cooperative, aventi sede legale nella provincia di Perugia, erano veri e propri “serbatoi di manodopera”, utilizzabili a seconda delle esigenze dei committenti.

Complessivamente da parte dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Perugia sono stati adottati 103 provvedimenti che hanno interessato oltre 230 lavoratori per 17 aziende utilizzatrici per un totale di 1.533.521 euro di sanzioni amministrative comminate, 745.415 euro di prescrizioni penali e oltre tre milioni di euro tra sanzioni civili e contributi addebitati, frutto dell’attività congiunta effettuata con le Direzioni Regionali Inps Toscana, Umbria e Marche.

Il meccanismo posto in essere era così articolato. Il consorzio, con una forza lavoro di soli due dipendenti, sottoscriveva con le aziende contratti di appalto per la somministrazione di manodopera nel settore della logistica. Successivamente, con due cooperative funzionalmente collegate al consorzio stesso, stipulava ulteriori contratti di sub-appalto. Le cooperative assumevano formalmente i lavoratori che attraverso il consorzio venivano “prestati” alle imprese utilizzatrici: il consorzio cioè fungeva da schermo e filtro, mentre le cooperative erano delle “scatole vuote”, in quanto non versavano i contributi e servivano solo a reclutare i lavoratori, che di fatto lavoravano per le imprese utilizzatrici con una paga inferiore e senza applicazione del corretto contratto collettivo.

Con questo stratagemma, secondo la tesi degli ispettori del lavoro, il consorzio ha operato sottoscrivendo contratti con importanti aziende del territorio umbro, toscano e marchigiano, le quali hanno usufruito di personale formalmente assunto dalle due cooperative perugine, abbattendo il costo del lavoro e assicurandosi un elevato e indebito profilo di flessibilità in riferimento all’utilizzo dei lavoratori. Questi ultimi hanno dovuto operare in condizioni lavorative prive di certezza, senza il riconoscimento della dovuta stabilità e delle garanzie derivanti dal lavoro subordinato e continuativo posto in essere.

A seguito dell’intervento dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Perugia, che ha impiegato due ispettori per circa due anni di accertamenti, un consistente numero di lavoratori è stato assunto dalle società utilizzatrici presso cui aveva prestato attività lavorativa.

Alla conclusione dell’indagine, 44 persone fisiche e giuridiche sono state denunciate. L’intera attività ha comportato evasioni fiscali e contributive accertate che superano i 12 milioni di euro, mentre le fatture false emesse ammontano a più di 16 milioni di euro. Gli accertamenti in materia fiscale sono stati condotti dalla Guardia di Finanza della Tenenza di Fabriano.

In evidenza dalle Sedi